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"Made in Forte 1.0. Percorsi d’arte e di luce" a Forte dei Marmi

"Made in Forte 1.0. Percorsi d’arte e di luce" trasforma la cittadina di Forte dei Marmi in un'ammaliante galleria a cielo aperto, accogliendo i lavori di nove artisti contemporanei, ispirati dai paesaggi, dalla città, dal mare e delle Alpi Apuane.

Arte
Pubblicato il 21 febbraio 2017, alle ore 16:45

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"Made in Forte 1.0. Percorsi d’arte e di luce" a Forte dei Marmi
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“Made in Forte 1.0. Percorsi d’arte e di luce”animerà il lungomare di Forte dei Marmi, un evento culturale ed artistico promosso dal Comune di Forte dei Marmi, in collaborazione con il Centro Commerciale Naturale “Essere Forte”, patrocinato dal MiBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

La mosta, curata da Beatrice Audrito e Davide Sarchioni, è una galleria a cielo aperto che accoglie nove artisti fino al 31 maggio.

Una rassegna d’arte contemporanea sorta dalla necessità di riporre al centro della vita cittadina l’arte. Gli artisti protagonisti, diversi per generazione, provenienza, linguaggi artisitici, propongono la loro visione del contesto urbano, realizzando opere contemporanee, vivacizzando la città da un punto di vista estetico, storico e culturale. 

Thomas Lange propone le sue bagnanti in ceramica, si innalzano sinuose dalle acque delle fontane anni cinquanta come moderne veneri, l’arpa in acciaio di Matteo Nasini, dall’estremità del pontile, trasforma in sinfonia il fischio del vento. Helidon Xhixha, noto per le sculture in metallo lucente, utilizza la pietra delle Alpi Apuane, non il marmo di Carrara ma il dimenticato “versilis”: le minute venature bianche su base grigia consegnano alle opere profondità ad effetto.

I cavalli di Gustavo Aceves, famoso artista messicano, a fianco del pontile, sorgono dolenti dalla sabbia, uno sbarco dal mare metafisico. Oliviero Rainaldi utilizza la terracotta, mentre Caterina Tosoni, Antonio Barbieri e Valentina Palazzari si sono lasciati ispirare dalla dimensione urbana di Forte dei Marmi. L’opera di Gregorio Botta, all’interno del Fortino, simbolo della città, intende stimolare una riflessione filosofica tra concetto e materia ove l’acqua incontra quelle che l’artista chiama “i Lari”, dimore metalliche custodi di vetuste memorie.

Le installazioni comporranno un percorso d’arte urbano tra le vie del centro, arricchite dalle suggestioni introdotte dall’illuminazione notturna.

Fin dal 1900, i grandi artisti toscani amavano venire in Versilia in vacanza, per godersi le spiagge, il fresco delle pinete, la brezza marina; era il luogo congeniale dove rigenerarsi, trovare l’ispirazione per nuovi capolavori. Distrutta da un incendio nel 1917, per la sua ricostruzione furono chiamati grandi architetti come Galileo Chini, Alfredo Belluomini ed Ugo Giusti che le donarono un volto nuovo, un’impronta ancora visivamente viva nei bagni storici, come il famoso Bagno Martini.
A Marina di Pietrasanta, inoltre, Gabriele d’Annunzio aveva una villa dove scrisse una delle sue più famose liriche, La pioggia nel pineto.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Un'idea straordinaria che potrà far avvicinare al mondo dell'arte anche coloro che, solitamente, non ne sono attratti. Un itinerario artistico che integra la bellezza del Forte alla creatività che ha prodotto: i cavalli di Gustavo Aceves, baciati dalle luci crepuscolari del tramonto, paiono prendere vita, districandosi fra la sabbia carceriera, un richiamo potente al fenomeno della migrazione, alla sofferenza di chi sbarca in terre sconosciute, arrancando per potersi rialzare dal dolore. Spero che il progetto venga replicato in numerose città italiane.

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