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Ecco la scultura realizzata con i coltelli sequestrati dalla polizia

L’artista inglese Alfie Bradley, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul crescente aumento del tasso di criminalità, ha realizzato una scultura con 100.000 coltelli sequestrati dalla polizia.

Arte
Pubblicato il 9 maggio 2017, alle ore 21:05

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Ecco la scultura realizzata con i coltelli sequestrati dalla polizia
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La diffusione delle armi da taglio tra i teenager inglesi è uno di quei problemi particolarmente sentiti dall’opinione pubblica d’oltremanica. Le pagine di cronaca dei tabloid britannici non mancano di riportare casi di aggressione per mezzo di coltelli, di gran lunga le armi più usate dai giovani più difficili e ribelli.

Per sensibilizzare ulteriormente i propri connazionali sulla violenza che dilaga nel Regno Unito, l’artista Alfie Bradley ha quindi deciso di realizzare una scultura con una materia prima assai particolare, ossia i coltelli confiscati dalla forze dell’ordine inglesi. Ed è così che nel corso degli ultimi due anni l’artista è stato impegnato nella realizzazione di un’opera d’arte che è stata ribattezzata “l’Angelo dei coltelli”.

La scultura è davvero impressionante. Per la sua realizzazione sono stati utilizzati 100.000 coltelli rigorosamente sequestrati dalla polizia; l’altezza ha così raggiunto i 7 metri e mezzo.

L’idea di realizzare una simile opera d’arte è sorta dopo aver visto un documentario sui reati perpetrati grazie all’utilizzo dei coltelli. Il servizio ha particolarmente impressionato sia Bradley che i suoi colleghi. A quel punto il gruppo si è messo all’opera. Per realizzarla si sono avvalsi di una montagna di coltelli, in altre parole l’arma bianca più comunemente usata per offendere.

La reazione dei parenti delle vittime di reati commessi con armi da taglio è stata contrastante. Alcuni hanno apprezzato, altri si sono opposti criticando con rigore l’intento dell’artista. Cheryl Evans, padre di un ragazzo accoltellato nel 2004, ha commentato questa forma d’arte ricordando che “un angelo è puro, un coltello è la creazione del diavolo per la morte dei nostri giovani e per chi li usa per mettere fine a vite innocenti. Non voglio e non posso supportare quest’idea”.

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Antonio Sorice - Così come spesso accade nel caso di opere di natura provocatoria, anche l’Angelo dei coltelli ha diviso l’opinione pubblica. Sono comprensibili le posizioni di entrambi gli “schieramenti”, quindi sia di chi la riconosce utile, sia di chi la ritiene incompatibile con l’intento che si vuole raggiungere, ossia sensibilizzare il pubblico contro la violenza.

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