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Salute a rischio: acque avvelenate da Pfas

Torna alla ribalta il tema dell'acqua inquinata che parte dal vicentino e raggiunge territori veronesi, padovani, veneziani e il Polesine. Le affermazioni sembrano essere definitive.

Ambiente
Pubblicato il 10 febbraio 2017, alle ore 16:58

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Salute a rischio: acque avvelenate da Pfas
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Torna alla ribalta il tema dell’acqua inquinata che parte dal vicentino e raggiunge gran parte del Veneto. Questa volta le affermazioni in proposito, datate 8 febbraio 2017, sembrano essere definitive.

Da trent’anni, si dice nel documento finale, il cuore del Veneto è avvelenato. E’ una contaminazione silenziosa e molto nociva all’uomo come anche all’ambiente. A provocarla sono i Pfas, sostanze perfluoroalchiliche prodotte industrialmente.

Le falde di acqua avvelenata partono dalla provincia di Vicenza, raggiungendo poi la zona di Verona e l’Alta Padovana, fino a toccare la Marca trevigiana, aree di Venezia e di Rovigo. Ad essere contaminate sono le acque superficiali e le falde di un’area che si estende per circa 180 chilometri quadrati, in cui abitano oltre 300 mila persone.

La relazione conclusiva della Commissione parlamentare ecomafie è piuttosto inquietante, per molti anni è stata tenuta nascosta con menzogne e omissioni, ora in un documento di 98 pagine è venuta alla luce. Sono cinque i capisaldi che descrivono le responsabilità e la gravità dell’avvelenamento:

  1. le acque che la Miteni scarica nel depuratore consortile e anche nel torrente Poscola contengono sostanze perfluoroalchiliche, con concentrazioni rilevanti di Pfoa e di Pfos”, l’azienda chimica Miteni produce molecole fluorurate per la farmaceutica, l’agricoltura e l’industria tecnica, lo stabilimento si trova a Trissino, in provincia di Vicenza. L’azienda era già stata indagata ed assolta per gli stessi motivi anche in passato, come si legge nel sito della stessa;
  2. “tali sostanze appartengono alla classe dei composti organici alogenati”, di conseguenza appartengono all’elenco delle sostanze classificate pericolose;
  3. le acque contaminate percolano nell’acqua di falda idropotabile”, conseguenza dovuta alla natura dei terreni della zona molto permeabili;
  4. il principale veicolo dei Pfas è l’acqua”, sia quella per uso potabile che quella per uso agricolo e zootecnico;
  5. la popolazione esposta assorbe le sostanze perfluoroalchiliche, che si accumulano nel sangue in concentrazioni molto più alte rispetto alla popolazione non esposta”.
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Marilena Carraro - L'acqua è sicuramente un veicolo che nella sua tranquillità e lentezza riesce a raggiungere molti territori e nei territori le persone. I cinque capisaldi non dicono cosa possano fare queste persone per salvaguardarsi da quest'acqua. Il problema è sicuramente molto più a monte. Sono i silenzi, le bugie, le omissioni... che prestano il fianco a interessi politici ed economici a scapito di chiunque, questi sono silenzi da combattere! Forse quello che un cittadino può fare, sempre e non solo in questo caso, è dire, farsi voce di ciò che non va, denunciare le ingiustizie al loro nascere.

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