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Italia leader in Europa per il riciclo degli oli lubrificanti esausti

Il nostro Paese primeggia a livello continentale in fatto di raccolta e riciclo degli oli lubrificanti. In Italia se ne ricicla il 95%, mentre gli altri paesi non superano il 70%.

Ambiente
Pubblicato il 20 aprile 2017, alle ore 21:12

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Italia leader in Europa per il riciclo degli oli lubrificanti esausti
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Spesso l’Italia viene additata come un paese sprecone e poco attento all’ambiente. Eppure esiste un settore dell’economia circolare in cui il Belpaese primeggia a livello europeo. È questo il caso della raccolta e il riciclo degli oli lubrificanti esausti.

Con il 95% degli oli recuperati e rigenerati, l’Italia si conferma in assoluto il paese più verde del Vecchio Continente. Vengono così superati altri stati che continuano a privilegiare la strada della combustione di un rifiuto classificato come speciale e di conseguenza altamente pericoloso. L’improprio smaltimento può compromettere le falde acquifere, mentre a contatto con le superfici idriche crea una pellicola impermeabile che inibisce l’ossigenazione a tutte le forme viventi sottostanti.

Bruciare l’olio permette sì di poter ricavare energia termica, ma ciò è di per sé estremamente dannoso per l’ambiente e la salute dell’uomo. Considerando le altre realtà europee, la Spagna rigenera il 68% degli oli, la Francia il 60%, la Germania il 50% e il Regno Unito solo il 14%.

La scelta rigenerativa intrapresa dall’Italia ha pagato sia a livello ambientale che economico. Dal 1984 il recupero degli oli esausti ha consentito di alleggerire la bolletta energetica di qualcosa come 3 miliardi di euro. Grazie a tutto ciò, circa il 25% dell’olio utilizzato nei motori e nelle macchine utensili è realizzato ricorrendo al prodotto rigenerato.

Il prossimo 24 aprile Paolo Tomasi e Franco Barbetti, rispettivamente presidente e direttore tecnico operativo del COOU – il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, ente senza scopo di lucro che gestisce in Italia l’intero settore dal lontano 1984 – presenteranno alla Commissione Europea i dati di questa eccellenza tutta italiana. Con loro sarà presente anche Antonio Lazzarinetti di Viscolube, azienda leader a livello europeo nella rigenerazione degli oli usati.

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Antonio Sorice - In fin dei conti si può affermare che in Italia solo il 5% degli oli esausti sfugge al circuito rigenerativo. Grazie all’attività prestata dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, in oltre 30 anni i benefici conseguiti non sono stati certo indifferenti. Questo la dice lunga su quali risultati si possano raggiungere mettendo in campo la giusta intraprendenza e determinazione. In effetti in passato molto è stato fatto per sensibilizzare gli automobilisti su questo tema delicato. Del resto tutti abbiamo un’auto, e almeno una volta all’anno dobbiamo effettuare il cambio d’olio.

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