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Milano

Gestione dei rifiuti: Milano è la migliore tra le grandi città

Milano è ad oggi la migliore tra le grandi città italiane in materia di riciclo dei rifiuti. Nonostante ciò, la raccolta differenziata non supera il 54%, quando secondo la legge nazionale il valore dovrebbe essere pari al 65%.

Ambiente
Pubblicato il 7 febbraio 2017, alle ore 17:15

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Gestione dei rifiuti: Milano è la migliore tra le grandi città
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Chiunque è al corrente di quanto le nostre più grandi città italiane siano arretrate per capacità di ridurre e riciclare rifiuti. La maggiore sensibilità ai temi ecologici ed ambientali ha preso sempre più piede nel corso degli ultimi anni, ma i risultati raggiunti continuano ad essere insoddisfacenti. Dettami come l’economia circolare, il riciclo, la differenziazione, l’attenzione allo spreco, sono dei termini sempre più condivisi sia a livello nazionale che globale, ma non sempre alle parole corrispondono quei fatti che ci si augura diventino al più presto realtà.

In questo scenario, a livello nazionale la città di Milano assume un ruolo di eccellenza, anche se il capoluogo lombardo non è esente da diverse debolezze non di poco conto. Secondo Paolo Hutter, giornalista, ambientalista ed ex amministratore comunale che attualmente gestisce l’attività del notiziario online “Ecodallecittà”, di sicuro bisogna rimarcare una serie di aspetti positivi.

In primo luogo l’introduzione del sacco trasparente ha permesso di individuare immediatamente gli errori dei cittadini in fase di differenziazione dei rifiuti. Anche l’estensione a tutta la città della raccolta dell’umido a mezzo sacchetti biocompostabili ha incrementato quantità e qualità dei rifiuti recuperati. Un ulteriore contributo è arrivato dall’eliminazione dalle mense scolastiche dello stovigliame in plastica usa e getta. In più anche nei mercati ha avuto inizio la raccolta differenziata dei rifiuti.

Ma sarebbe un errore sedersi sugli allori, crogiolandosi per i risultati raggiunti. È sì vero che al momento quanto ottenuto nel capoluogo lombardo risulta difficilmente replicabile in altre città del nostro Paese, ma molto rimane ancora da fare. A tal fine è sufficiente considerare la percentuale di raccolta differenziata che a Milano arriva al 54%, quando secondo la legge italiana dovrebbe essere quantomeno del 65%. Anche la massa complessiva dei rifiuti non segna più quel calo progressivo che invece si era registrato negli anni più bui della crisi, ovvero quelli compresi tra il 2010 e il 2014.

Tutto ciò significa una sola cosa: ogni anno i cittadini milanesi avviano per la strada dell’inceneritore più di 200 mila tonnellate di rifiuti. Bruciarli ha un costo non indifferente che si ripercuote sulle bollette, sull’ambiente e di conseguenza anche sulla salute.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonio Sorice - Milano ha raggiunto degli importanti obiettivi in fatto di gestione dei rifiuti. Ma si è consapevoli che ancora molto debba essere fatto. In alcuni comuni della provincia si è pensato di introdurre dei chip all’interno dei sacchetti per i rifiuti indifferenziati. Il chip è abbinato al nucleo famigliare che lo ha prodotto. In questo modo è possibile contare quanti siano stati i sacchetti prodotti nel corso dell’anno, e di conseguenza determinare l’importo dovuto per la Tari. In altre parole chi più produce, più paga. E si incentiva anche a differenziare, in modo tale che nel sacchetto dell’indifferenziato ci vadano a finire il minor numero possibile di rifiuti. La realtà di una città più grande come può essere quella di Milano, rende più complicata l’attivazione di un servizio che potrebbe comunque migliorare gli incoraggianti risultati fino ad oggi conseguiti.

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