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Diga del Pertusillo: allarme inquinamento

Agricoltori e ambientalisti si uniscono in una richiesta unanime: fare emergere le vere responsabilità di una situazione ormai pericolosamente al limite. Sarebbe l'ennesimo allarme di inquinamento ambientale.

Ambiente
Pubblicato il 27 febbraio 2017, alle ore 16:55

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Diga del Pertusillo: allarme inquinamento
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Basilicata. Quello del Pertusillo è un lago arificiale, costruito tra il 1957 e il 1962, a sbarramento del fiume Agri, con i fondi della Cassa del Mezzogiorno. Ha una capienza massima di 155 milioni di metri cubi d’acqua, occupa una superficie di 7.5 chilometri. E’ utilizzato per la pesca sportiva e per gare di canottaggio nazionale.

Un’area con una funzione importante per le risorse idriche ad uso plurimo ma è anche un importante attrattore turistico per la zona.

Un contesto però in cui convivono agroalimentare di qualità, petrolio e bacini idrici ad uso potabile, quindi un insieme di condizioni di stress con il rischio potenziale di formazione di alghe/batteri, anche molto tossici.

Già in passato nel lago sono state segnalate forme di inquinamento e gravi morie di pesci, ma la mancata pubblicazione dei dati sulle analisi effettuate nei pressi dei pozzi inasprisce oggi gli animi, ancor più alla luce dei fatti di questi ultimi giorni.

Il nuovo allarme è arrivato a seguito delle riprese fatte con un drone, da un amatore residente in uno dei paesi limitrofi all’indotto, qualche giorno fa. Le immagini sono a dir poco scioccanti ed hanno evidenziato delle vistose ed inquietanti chiazze nere nelle acque del lago che hanno preoccupato non poco.

L’alga che ha modificato la colorazione delle acque potrebbe essere cresciuta per via di sversamenti impropri provenienti dall’agricoltura ma si richiede a gran voce, intanto, che il lago venga completamente svuotato e bonificato.

Inutile nascondere che il dito è puntato in primis contro il tanto decantato oro nero lucano, estratto nel più grande giacimento di idrocarburi d’Europa che – è chiaro – rischia di inquinare in modo irreversibile non solo l’invaso del Pertusillo, ma anche le falde idriche.

La problematica inquinamento è tristemente rilevante ovunque ma, in questa zona, negli ultimi anni – tra trivellazioni petrolifere e sversamenti di idrocarburi – si sta davvero degenerando.

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Cosa ne pensa l’autore

Maria Guerricchio - Il primo pensiero va inevitabilmente ai pozzi petroliferi della Basilicata. Trivellando non si sa mai quanto si possa influenzare ed inquinare flussi di acqua sotterranee che poi emergono con tutto il loro contenuto. Il pensiero va anche ai tanti morti in questa terra, troppi addirittura bambini. Diceva un capo indiano in tempi non sospetti ('800) che saremmo stati uccisi dai nostri stessi rifiuti. Stanno distruggendo questa terra un tempo vergine e pura. Tutto, sempre, per il vile denaro che ci porterà soltanto alla rovina totale.

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